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La maggior parte delle persone attraversa momenti difficili nell’arco della propria esistenza. Chi trova il coraggio di mettersi in gioco e lavorare su se stesso favorisce un cambiamento positivo verso il proprio equilibrio psico-fisico. Le persone richiedono un intervento di psicoterapia per diversi motivi: possono essere determinate ad acquisire maggiore consapevolezza della propria condizione di sofferenza; possono aver vissuto episodi traumatici (lutto, separazione, incidenti); possono avere l’esigenza di risolvere problematiche in un’area specifica della propria esistenza (lavoro, affettività); possono voler intraprendere un percorso di consapevolezza e conoscenza di sé.


Un percorso di psicoterapia che si concentra sugli aspetti di natura emotivo-affettiva (esempio tristezza, ansia, rabbia, ecc) con il fine di alleviare in modo stabile la sofferenza della persona. L’obiettivo della psicoterapia è la trasformazione di Sé, ossia il cambiamento dei modi di fare esperienza. Attraverso il racconto di se stessi, durante la terapia, è possibile “riconfigurare” in maniera identitaria le esperienze e i conseguenti stati emotivi, superando quindi il momento di crisi. Solitamente gli incontri hanno cadenza settimanale, la persona insieme allo psicoterapeuta stabilisce un obiettivo e si lavora insieme per raggiungerlo.

1. Stati di ansia
(ansia che riguarda specifiche situazioni di vita, oppure specifici ambiti della propria vita; ansia che pervade ogni momento della propria giornata; ansia che limita la propria vita; ansia che limita la libertà di movimento; paura specifica verso una particolare situazione);

2. Depressione e stati depressivi
(tristezza profonda; senso di vuoto; senso di inutilità; fatica nell'affrontare la vita di tutti i giorni; sintomi fisici come mancanza di appetito, insonnia, stanchezza, spossatezza);

3. Rimuginazioni ossessive o ripetizione ossessiva di atti
(pensieri percepiti come intrusivi e incontrollabili che si ripetono e che non si riesce ad allontanare dalla propria mente; dubbi sull'aver o non aver compiuto un determinato gesto come chiudere il gas, la porta etc; ripetizione di gesti che si ha la sensazione di non riuscire ad evitare come lavarsi le mani, accendere e spegnere la luce, etc.);

4. Traumi
(ad esempio: traumi singoli come incidenti per cause umane o naturali, traumi sessuali dell'età adulta o vissuti nell'infanzia/adolescenza, maltrattamenti fisici, lutti in età adulta o vissuti nell'infanzia/adolescenza, traumi "minori" ma che hanno condizionato lo sviluppo della personalità). Sul tema vedere anche Curare il trauma: la psicoterapia EMDR;

5. Somatizzazioni,
ossia stati di malessere fisico per cui è stata constatata (ad esempio dal medico curante o dallo specialista) l'assenza di una causa organica alla base (mal di testa frequente; gastriti; sfoghi o irritazioni cutanee);

6. Disturbi dell'alimentazione
(anoressia; bulimia; obesità psicogena);

7. Problemi sessuali
(mancanza di desiderio sessuale; assenza di piacere; difficoltà di vario tipo durante l'atto sessuale);

8. Difficoltà nelle relazioni sentimentali
(timore del coinvolgimento affettivo; difficoltà a creare relazioni sentimentali stabili; difficoltà nella relazione sentimentale attuale; vedere anche: consulenza e psicoterapia di coppia);

9. Difficoltà nelle relazioni interpersonali
(timore del giudizio altrui; forte timidezza che genera inibizione; sentirsi bloccati; frequenti vissuti di rabbia; timore della dipendenza; paura della competizione);

10. Problemi di autostima
(insicurezza marcata in uno o più aspetti della propria vita; non ritenersi all'altezza; non considerarsi di valore; non sentirsi considerati dagli altri);


11. Situazioni di lutto
(problematiche emotive rispetto a lutti attuali; difficoltà nell'elaborazione di un lutto passato);

12. Problematiche emotive connesse alle malattie organiche (problematiche psicologiche connesse a malattie come i tumori o le malattie autoimmuni. Da un lato ci sono le problematiche di chi è malato, come: difficoltà relative alle trasformazioni corporee, angosce relative alla condizione di pericolo per la propria vita, difficoltà di comunicazione, insorte in seguito alla malattia, con le persone affettivamente vicine; da un altro lato ci sono le problematiche psicologiche dei familiari della persona malata).




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